Vecchiano – Approvato nella seduta del Consiglio Comunale di Vecchiano dello scorso 17 gennaio 2014 un ordine del giorno promosso da Coldiretti a tutela del vero “Made in Italy” agroalimentare. “Il Made in Italy agroalimentare è universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva “ad alto valore aggiunto” per lo sviluppo del Paese”, afferma il Sindaco Giancarlo Lunardi. “Attraverso il documento approvato all'interno dell'organo consiliare, anche Vecchiano si impegna, pertanto, a prevenire e contrastare l’usurpazione del Made in Italy, assicurando la qualità, la salubrità, le caratteristiche e l’origine dei prodotti alimentari, in quanto elementi funzionali a garantire la salute ed il benessere dei consumatori ed il diritto ad una alimentazione sana, corretta e fondata su scelte di acquisto e di consumo consapevoli”.

“La circolazione di alimenti che evocano una origine ed una fattura italiana, ma che, in realtà, a conti fatti non possiedono, pregiudica l’immagine del patrimonio agroalimentare nazionale che, come espressione dell’identità culturale dei territori, rappresenta un bene collettivo da tutelare ed uno strumento di valorizzazione e di sostegno allo sviluppo rurale”, aggiunge l'Assessore allo Sviluppo Economico Federico Meini. “Per questo, attraverso il documento approvato, intendiamo promuovere, con specifico riferimento al settore del commercio con l’estero tutte le iniziative più opportune al fine di prevenire le pratiche fraudolente o ingannevoli, ai danni del Made in Italy o, comunque, ogni altro tipo di operazione o attività commerciale in grado di indurre in errore i consumatori e, ancora, assicurare la più ampia trasparenza delle informazioni relative ai prodotti alimentari ed ai relativi processi produttivi e l’effettiva rintracciabilità degli alimenti. L'ordine del giorno ha anche lo scopo di sollecitare il Governo affinchè impedisca l’uso improprio di risorse pubbliche per finanziare progetti o imprese che possano alimentare il fenomeno del finto Made in Italy, introducendo fattori di concorrenza sleale per le imprese italiane e pregiudicando gli interessi dei cittadini e dei consumatori”, conclude l'Assessore Meini.

 

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